Da Gianni & Maria Trattoria
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Il "simposio" nella trattoria di St. Clair regno della cucina tradizionale
L'Accademia della cucina a cena da Gianni e Maria______________________
FRANCESCO RIONDENOTORONTO - << Non fu scelto a caso il nome Accademia, quando uomini sensibili ad gni forma elevata di cultura, decisero di fondare l'Accademia Italiana della Cucina per rispondere al grido di dolore - "La cucina Italiana muore!" - che Orio Vergani, negli anni '50, aveva lanciato a proposito della civiltà della tavola. Percepirono immediatamente che proprio ad essi - rappresentanti della "intelligentia" Italiana dell'epoca - spettava il compito, quasi un obbligo morale, di agire immediatamente in favore della salvaguardia di un patrimonio culturale importantissimo: quello del costume gastronomico Italiano, che portava e porta con sé la storia, la tradizione, le nuove tendenze, l'identità di un popolo>>.
Così si legge sul sito della Accademia Italiana della Cucina, un'organizzazione nata appunto per preservare i valori tradizionali della "Arte di mangiar bene" così ben raccontata e descritta da Pellegrino Artusi.Un'organizzazione che nel corso dei decenni si è ingradita ed ha messo profonde radici in tutto il mondo tra cui il Canada.
L'Accademia, oggi, ha il compito di <<promuovere e favorire la conoscenza in Italia e all'estero>> della buona tavola. Per fare questo è promotrice della cultura conviviale che raggiunge il suo culmine nel "Simposio", una cena organizzata con dettami ben prcisi spiegati ancora sul sito web dell'Accademia: <<La preparazione molto accurata dell'avvenimento da parte del Simposiarca (l'Accademico incaricato per l'occasione, ndr) - che sceglie, concorda e prova precedentemente il menu e che ne illustra la filosofia - e la valutazione approfondita e responsabile dei
Gianni nel suo regno
gastronomia romano lo ha instradato sulla via della gastronomia e da qui Gianni è cresciuto studiando con attenzione le combinazioni dei sapori e riconoscendo come le fondamenta della buona cucina posano sugli ingredienti freschi e di prim'ordine. Una lezione assimilata e che viene infusa con maestria nella cucina della "trattoria".Gianni e Maria credono inoltre che andare al ristorante non vuol dire solo mangiare, ma vivere un'esperienza a 360 gradi. Per questo nella loro trattoria i clienti vengono "coccolati" da un servizio attento e premuroso, non invadente e soprattutto che non cerca mai di mettere fretta ai commensali. << Chi vuole il conto ce lo deve chiedere, non lo portiamo mai di nostra sponte per liberare il travolo >>, spiegano con giustificato orgoglio.
Per il simposio dell'Accademia, Gianni ha presentato un menù profondamente "nordico" che partendo dai tagliolini al tartufo (il cui forte e caratteristico sapore era sapientemente stemperato per non "affogare" il palato), ha toccato l'ossobuco con la cremolata (le verdure tagliate a pezzi grossi così che il sapore di ognuna fosse armonizzato nella salsa ma distinguibile nella degustazione) fino allo "zabaione tradizionale" che un' Accademica ha proposito di <<brevettare>> forse scordando che la ricetta nasce da secoli di storia e non da un'estemporanea fantasia dello chef.
Una nota di disappunto sulla cena dell'Academia va per fatta sulla scelta del vino (<<scelto e portato da loro>>, specifica Gianni): il più classico dei Chianti toscani posto sulla tavola per annaffiare pietanze della più radicata tradizione culinaria piemontese.
partecipanti costituisce, tra le attività dell'Accademia, un imprgno attento e di valorizzazione dell'operato e della capacità del ristoratore ed uno stimolo, per la ristorazione pubblica, ad una sempre maggiore attenzione alla qualità nel senso più ampio del termine>>.
Il Simposiarca quindi sceglie un ristorante e insieme al cuoco o proprietario costruisce una "festa" della buona cucina.
Nell'ultimo simposio organizzato a Toronto la scelta degli Accademici è stata "Da Gianni e Maria Trattoria", un ristorante su St. Clair che in tempi relativamente brevi ha conquistando la stima dei buongustai della città e non solo.
Gianni è un cuoco profondamente legato alla tradizione e che conosce i suoi limiti e le sue capacità. Se non si sente sicuro di un piatto non lo proporrà mai alla clientela, ma se trovate qualcosa sul menú ricco e completo potete stare sicuri che non rimmarete delusi.
La cucina di Gianni propone principalmente piatti tradizionali delLazio e del Piemonte le terre dove ha vissuto e compreso il legami culturali e sociali tra la terre e la tavola. Il padre, famoso pasticcere e gastronomo romano lo ha instradato sulla via della